“Non è vero che la stabilità è lo stato normale delle cose e il cambiamento l’anomalia, semmai il contrario: la stabilità, non il cambiamento, è lo stato più pericoloso in contesti competitivi altamente dinamici”

(Rita Gunther McGrath)

Le imprese oggi vivono e si sviluppano in un ambiente definito dall’acronimo V.U.C.A.

La V (volatility) sta per volatilità: la natura, la velocità e l’ampiezza dei cambiamenti non sono più prevedibili.

La U (uncertainty) significa incertezza: la mancanza di prevedibilità implica la difficoltà ad utilizzare le certezze del passato per guardare al futuro.

La C (complexity) identifica la complessità: le cause dei fenomeni sono di difficile comprensione e spesso gli effetti accadono ad una certa distanza temporale dalle cause stesse.

La A (ambiguity) indica l’ambiguità: la difficoltà a definire le minacce prima che queste possano diventare letali.

 

Quello che oggi stiamo vivendo, ancor più in presenza della pandemia da Covid-19, rende evidente che i parametri classici di ogni strategia imprenditoriale (dove competere, come competere, come raggiungere e mantenere un vantaggio competitivo) devono essere radicalmente ripensati.

 

Come sostiene Rita Gunther McGrath, una delle massime esperte di business strategy, oggi le imprese si trovano ad “affrontare situazioni in cui i vantaggi vengono copiati in fretta, la tecnologia si evolve o i clienti cercano altre soluzioni e le cose cambiano. […] Fonti di vantaggio competitivo come le caratteristiche di un prodotto, le nuove tecnologie e le versioni migliori di un prodotto già diffuso, si stanno rivelando meno durature di quanto si pensava un tempo” (La fine del vantaggio competitivo, 2019).

 

Attraverso un’analisi sul campo delle aziende definite “fuoriclasse della crescita”, la Prof. McGrath arriva ad affermare che la prospettiva di ogni strategia imprenditoriale “è fondata sul vantaggio competitivo transitorio: per vincere in contesti volatili e incerti, i manager devono imparare a sfruttare in modo rapido e deciso opportunità di breve durata. […] Spostare l’obiettivo finale della strategia da un vantaggio competitivo sostenibile a uno transitorio è ancora più impegnativo: non potete più pianificare di sfruttare al massimo un vantaggio competitivo esistente a meno di non aver già iniziato da tempo ad esplorarne uno nuovo”.

 

Il mondo complesso in cui viviamo richiede quindi creatività, flessibilità ed anche capacità di apprendere e adattarsi velocemente e questi sono indubbiamente i punti di forza delle Imprese italiane e degli imprenditori che le guidano.

 

Le imprese italiane di oggi infatti si caratterizzano per:

 

  • La creatività che favorisce l’innovazione e la qualità dei prodotti e dei servizi
  • Una struttura semplice e flessibile, che permette di adattarsi più rapidamente ai cambiamenti e trarre vantaggio dalle opportunità consentendo percorsi di sviluppo più semplici e veloci
  • La vicinanza con clienti e fornitori permette una sempre maggiore fidelizzazione che aiuta a percepire in anticipo i cambiamenti del mercato (strettamente legati al vantaggio precedente) facilitando la personalizzazione dei prodotti e servizi
  • La prossimità quotidiana con i dipendenti e collaboratori che può favorire il coinvolgimento negli obiettivi e nelle strategie dell’azienda valorizzando la capacità e creatività personali

 

La situazione causata dalla pandemia che stiamo vivendo può essere considerata il paradigma della complessità e evidenzia in modo chiaro che le caratteristiche distintive delle PMI possono essere sviluppate (non irregimentate!) attraverso un supporto di competenze soprattutto all’imprenditore, che gli consenta di prendere decisioni rapide che valorizzino la sua creatività e genialità dentro un contesto di continua analisi dei dati e di pianificazione dei vari scenari.

 

Il Team Hive Value, mettendo insieme competenze multidisciplinari, supporta e valorizza la capacità dell’imprenditore offrendogli strumenti semplici e adeguati alle caratteristiche della sua impresa.

 

Ma ci vogliono i soldi!

 

Ne parliamo nel prossimo articolo “Posso rischiare con te?”